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lunedì, 14 febbraio 2005

Il test di Turing

Nell'articolo Computing machinery and intelligence (1950), mosso dalla domanda "Can machines think?", Alan Turing propose un test per determinare se una macchina fosse in grado di pensare.

In cosa consisteva questo test?
Un giudice conversava, utilizzando il linguaggio naturale, con 2 interlocutori: un uomo ed una macchina.
Se il giudice non riusciva a distinguere chiaramente chi dei due fosse la macchina, allora il test era da considerarsi superato.

Lo scopo del test di Turing non è però, quello di dare una risposta sull'intelligenza o meno della macchina, ma semplicemente fare riflettere sulla questione.

Sull'efficacia di questo test, vennero mosse numerose obiezioni, alcune sollevate da Turing stesso.
Una tra le più conosciute è quella di Lady Lovelace che affermava che i computers sono incapaci di originalità. A questa Turing rispose sostenendo che le macchine possono sorprendere le persone, in particolare quando un evento risulta nuovo, non essendo riconosciuto immediatamente come esperienza già vissuta.

Per approfondire l'argomento, su Wikipedia si può trovare ulteriore documentazione riguardante il Turing test.

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